Mai spostare le ciotole!
Buongiorno aMici, oggi vi vorrei parlare degli spostamenti di mobili, poltrone e, quel che è peggio ciotole, in casa. 
A differenza delle mamme gatte che, spesso e volentieri rivoluzionano la sistemazione delle stanze dal giorno alla notte, noi felini, lo sapete, siamo profondamente abitudinari. Se una cosa sta in un determinato posto, se è sempre stata in quel posto, e da un momento all’altro viene spostata per noi sparisce! 
E così, quando ieri mamma ha voluto scambiare le posizioni alla fontanella e la ciotola dell’acqua in salone è successo un vero macello!
Dovete sapere che qualche giorno fa la zia ci ha regalato una nuova fontanella: la nostra era rotta da mesi e, dopo aver cambiato tre motorini interni, mamma ha deciso che sarebbe diventata solo un un’enorme normale ciotola. Il ritorno dell’acqua in movimento, come era immaginabile, ha creato una certa euforia! 
C’era la fila per bere, Pinky era eccitatissimo, Woody beveva ingordo, sembrava voler finire tutta l’acqua! Insomma gioia, fermento e parecchie pipì per due meravigliosi giorni. 

La nuova fontanella, però non è tonda come la vecchia e non si incastra bene nell’angolo come l’altra e allora mamma e papo, per non sbatterci più allagando il mondo, l’hanno spostata.
Il caos! 
I miei fratelli giravano in tondo davanti alla normale ciotola come scappati dal deserto, l’arsura sembrava divorarli, senza sapere che la fontanella era a soli 20 cm da loro, al posto della ciotola.
Mamma ci ha messo tutto il pomeriggio a farglielo capire! Li prendeva di peso e li piazzava nel punto giusto, toccava l’acqua, li bagnava, ma niente loro erano completamente ciechi.
Ma poi, quando aveva ormai rinunciato, il mio fratellino Pinky l’ha sorpresa: l’ha attesa fuori dal bagno mentre lei si lavava le mani prima di cena, ha fatto il verso del piccione per farsi seguire, è trotterellato davanti a lei fino alla fontana, ha guardato mamma come a dire “Guarda come sono bravo! Ho capito!” e ha iniziato a bere di gusto. 
Era adorabile con il musetto tutto zuppo, ma felice. 

Peccato che poi non ha più smesso e, non usando la lettiera, per il resto della serata è uscito e rientrato millemila volte per bere e poi fare pipì, bere e fare pipì, bere e fare pipì…
Che fessocchio! 



