Corse per-ninne
Certe volte le corse pre-ninne sono veramente stancanti. Certo indispensabili come ulteriore incentivo ad andare a letto e abbandonarmi tra le braccia di Morfeo (se mai ce ne fosse bisogno), ma alcune sere arrivo così stanca che proprio non mi andrebbe di correre come una mattacchiona. Ma devo! 
Cosa penserebbe poi mamma? Che figura ci farei a sbandierare sempre le abitudini e poi uscire fuori routine così platealmente? 
No, non mi posso esimere dalle corse! Magari, come ho fatto ieri sera posso intramezzarle da luuunghe pause, ma non posso proprio non farle, suvvia! 

E così ieri sera, mentre mamma si stava lavando e impigiamando, ho iniziato a trotterellare in ingresso.
Mamma mi ha vista, mi ha rincorsa e io sono scappata sotto al letto per poi riuscire subito e rincorrerla. Io e mamma amiamo giocare ad accappionerie la sera! 
E non potevo toglierle questa gioia! 
Ci siamo rincorse per un paio di volte, poi lei si è andata a lavare i denti e io mi sono riposata.
Ultimamente, poi, ho questo nuovo vizietto: farmi prendere in braccio da mamma quando si lava i denti con lo spazzolino elettrico. Tutte quelle vibrazioni sono molto piacevoli quando sto abbarbicata sulla sua spalla. 
E così mi sono goduta il tremore per un po’ e poi, come sempre, sono dovuto saltare giù per rivestire i panni della saetta pelosa. 
La mia corsa, però, era meno impotuosa del solito, decisamente meno furente e le mie unghiette ticchettavano poco e niente. Mamma si sarebbe preoccupata, lo sapevo, dovevo riprendere vigore, ma ero fiacca. 
Chissà perché poi, avevo dormito praticamente tutto il giorno, cosa poteva avermi stancato tanto? 

Riflettendoci, in effetti, proprio nulla mi aveva fiaccata, ero super riposata in realtà! 
E al solo pensiero, mi sentivo già più attiva! Bibi il fulmine era tornata! 
Certo in grande ritardo sulla tabella di marcia, ma c’era ancora un po’ di tempo! E allora ho pensato che se mandavo tutto a velocità massima, sarei riuscita a finire in tempo.
E fiuun! Ero partita velocissima, il diavoletto della tasmania praticamente, sembravo un vero tornado che travolgeva qualsiasi cosa passando. 
Le unghie ticchettavano alla grande, i miei peli fluttuavano al vento e le zampette sembravano un frullino impazzito. Avevo già travolto le scarpe di papà, ero inciampata nella cinta della vestaglia unicorno, ero saltata sul mobile della tv facendola vibrare spaventosamente, ero corsa sull’armadio tornando poi subito indietro senza nemmeno prendere fiato, ero riscesa, sbandata sul tappeto rosa, ripresa in pieno la cinta della vestaglia e poi via verso il bagno.
Mamma si stava lavando i piedi quando sono apparsa come un vero dirigibile di pelo: le mie zampette correvano così forti che nemmeno si vedano. 
Mamma se ne stava lì a fissarmi, un piede nell’asciugamano e uno nella pantofola ancora. Io piroettavo e vorticavo su me stessa, la velocità accelerata mi aveva un po’ mandato in confusione e non capivo più cosa stavo facendo e perché. 

“Bibi, amore, sei impazzita? Sembri un cagnolino matto che si vuole mordere la coda. Calmati!”
Io dopo aver girato più volte su me stessa ero particolarmente frastornata, un po’ rimbambitella devo dire, tanto da non aver nemmeno visto mamma che mi prendeva in braccio e mi portava a letto. Avevo la tachicardia e nelle orecchie un fischio fortissimo, mi veniva quasi da vomitare e non sapevo neanche più chi ero. 
Una volta a letto, però, mamma si è accucciata accanto a me, mi ha tenuta stretta e mi ha fatto le carezzine sul naso. Pian piano il mondo a smesso di girare, la stanza si è fermata, il letto non era più liquido e mamma era tornata a colori. Ho sbattuto gli occhi, mi ero calmata e mi era anche tornato un supersonno. 
Sono crollata in meno di due secondi e ho dormito tutta la notte. 


