Un miao che dice tutto
Oggi vi vorrei parlare del miagolio, ma non il miao buttato lì che ogni tanto facciamo per attirare l’attenzione o chiedere qualcosa, proprio quello caratteristico di ognuno di noi felini.
È sì, proprio come per i fumetti, ogni gatto ha la sua battuta, diciamo così, con il suo particolare tono di voce.
MIAO!
Quelle quattro lettere possono essere tirate, rantolate, strillate, allungate, cantilenate, sbiascicate o mozzate, con un tono dolcino, lamentoso, perentorio, spaventato, da finto piccolo, terrorizzato, innamorato, divertito… potrei non smettere più!
Ogni gatto è diverso e così anche ogni miagolio. 
Esistono, ovviamente, tante somiglianze, è possibile anche che due o più gatti facciano lo stesso verso (non è mica un’impronta digitale!
), ma almeno tra noi 6 di casa, ognuno ha il suo miao. E i miei riescono sempre a capire chi sta fuori dalla porta dal suono che emettiamo e come lo emettiamo. 

Pinky è il più facile da capire: lui ha il miao da piccione. Esilarante e dolce al tempo stesso. Proprio come è lui! 
Un altro semplicissimo da riconoscere è Woody che ormai ha 8 anni e fa ancora la vocina da cucciolo sperduto e affamatissimo a qualsiasi ora del giorno e della notte. 
Il miao imperativo, neanche a dirlo, è di Zelda, la dittatrice dello stato libero della casa! 
Quello tenero, femminile e delicato è di Buck, il gatto abbacchio più dolcino del mondo!
Volpe, invece, non miagola quasi mai, quando lo fa, il suo miao è flebile ma profondo e senza la i.
Il mio è ovviamente il migliore! 
Quasi sempre interrogativo ma dolce e anche io mi mangio la i! Una vera meraviglia, proprio come me! 


E i miao dei vostri pelosi come sono?

