Pinky birbante
Quando convivi con sei felini meravigliosi e un poco birbanti, posso esserci mattinate più complicate di altre. Povera mamma! Io, che mi tiro fuori dai “combinaguai” e mi pogo solo come osservatrice, certe volte la capisco: comprendo i suoi urli e anche le minacce che fa senza mai portarle a termine, la stanchezza che le leggo negli occhi quando deve uscire fuori nell’erba bagnata, al freddo, in pigiama e pantofole perché qualche coda a frullino (di cui non serve fare il nome) sta facendo il matto.
Il più delle volte va tutto liscio e, dopo mezz’ora di servizio, può prendere il caffè; altre decisamente no.
E, come già detto, non credo serva dire chi è il maggior responsabile vero?! 
Lui, sempre lui! Pinky. Che dà fastidio a lei, sempre lei! Zelda, che urla e sbraita come una pazza. 

E così, dopo un primo momento di calma data dalla frenetica masticazione di tutto quello che trovano nella ciotola, è iniziato il tremendo balletto fatto di zampatine, rincorse, soffi, urli, altre rincorse, strilli furenti, coda volteggiante, fughe, rincorse, altri strilli. Questa mattina mamma li ha separati 4 volte, anche se dopo pochi minuti lui è ritornato sempre all’attacco passando da dietro ai cespugli; ha messo in casa Zelda 2 volte però ora lei detesta il suo lettino dentro e vuole stare solo fuori (e quindi se l’è presa con me e io, GIURO, non le avevo fatto niente ecco!!
). Allora mamma l’ha portata su alla sua casetta ma Pinky le ha seguite, lo hanno scacciato e lui ha finito di scendere le scale, per risalirle subito saltellando felice. A quel punto mamma ha preso lui e lo ha portato in casa, ma in casa si mangia e la pappa era finita, così lo ha rimesso fuori e lui è tornato su… 
Insomma un macello come al solito quando sono quelle mattine. 

Per fortuna non sono tutte così!
Buon inizio settimana aMici

