I lacrimoni di mamma
Succede sempre! Sempre!
Ogni volta che Zelda va a farsi fare le coccole da mamma, lei passa per tre fasi: in rapidissima successione passa dallo sguardo innamorato, al sorriso estasiato, fino al pianto. 
E piange sempre!
Di gioia, sì, dell’amore folle di una mamma gatta, di un amore che sta per esplodere e allora esce come può, del ricordo di tanti anni insieme e di un’affetto silenzio e spesso lontano che quando ti ritrova ti riempie il cuore! 

Ma anche un po’ di paura (perché la mia sorellona tra pochissimo compirà 18 anni) e infine anche per colpa del suo famoso senso di colpa. 
Voi dovete sapere che quando mamma ha adottato Zelda era ancora una ragazzina, senza una macchina (per poterla portare dal veterinario all’occorrenza) e soprattutto senza una casa tutta sua dove poterla far vivere.
La nonna non voleva gatti in casa e così mamma non ha mai potuto dormire con Zelda, vivere con lei la quotidianità come invece ha potuto e può fare con me.
E di questo non si perdona mai, non che fosse colpa sua, ma avrebbe voluto dare alla mia sorellona una fanciullezza più protetta e casalinga, anche se, conoscendo Zelda e la sua voglia di libertà, non l’avrebbe mai accettata!
E quindi ogni volta che loro due si fanno le coccole, io e papo assistiamo ai suoi pianti; lui le porta un fazzoletto e io un miagolio dolce (sempre a debita distanza per non prendermi uno sgraffione!
), lei ci guarda e dice “Che ci posso fare? Io la amo!” 
E so che Zelda pensa lo stesso.

E allora, se entrambe sono felici, vanno bene anche le lacrime. 
Dopotutto che c’è di sbagliato?!

